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Psicologia Dr Barbieri

Massimo Barbieri 
Psicologo Psicoterapeuta 
3409692174

Massimo Barbieri è psicologo, psicoterapeuta e docente di scienze motorie nella scuola secondaria dal 1979 a Milano, Ferrara, Prato, Siena e Firenze (conseguito il diploma Isef a Bologna e una formazione in psicomotricità a Milano e Parigi). Laureato in psicologia a Padova e filosofia a Firenze, si è specializzato in psicoterapia e didattica della psicoterapia sistemica a Roma. È didatta del Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale di Roma. 
Pubblica articoli e libri sulle esperienze nei settori clinico e formativo in cui esercita, con spirito di ricerca e innovazione. In ambito psicosomatico sviluppa un approccio integrato Mente-Corpo-Relazioni, unendo lavoro psicologico e medicine olistiche, in collaborazione con osteopati, omeopati, naturopati. 
È autore di Storie e ritratti di studenti (Albatros, 2010) e co-autore di Soggetto, linguaggio e forme della filosofia (Clinamen, 2008), Adozioni e psicoterapia (Alpes, 2013), Corporeità e difficoltà di apprendimento (La scuola, 2014), Abilitazione motoria delle difficoltà di apprendimento (Sette Città, 2015), Lavorare con gli adolescenti in psicologia scolastica (Alpes, 2016). 

APPUNTAMENTI IL MERCOLEDÌ
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Esiti paradossi della restrizione alimentare 

La vita è relazione-comunicazione. L’aspetto relazionale e comunicativo è alla base dei nostri apprendimenti e condizionamenti. Se ci sentiamo accolti e riconosciuti sviluppiamo un senso di sicurezza nei rapporti con noi stessi, gli altri e le cose. Se i nostri bisogni ripetutamente non vengono incontrati, arriviamo a sentirci sopraffatti e sviluppiamo sensi di incertezza e pericolo, che portano ad attivare modalità compensative e consolatorie comportamentali o/e psicosomatiche. 
Le emozioni hanno un ruolo primario nei processi di controllo del peso corporeo. Così, nell’intraprendere percorsi di dimagrimento, occorre saper gestire gli stati mentali e dell'umore negativi che portano a innescare situazioni di fame nervosa. 
“Perché le diete possono non funzionare? Cos'è il mangiare emotivo? Il cibo narcotizza i sentimenti? Peso forma, ideale, estetico…? Chi è in soprappeso, come fu nutrito da piccolo, quando andava organizzandosi il suo metabolismo?” – sono domande che prima di una risposta richiedono un interlocutore: la persona che sperimenta il disagio, unica nella soggettività del suo vissuto e nella specificità del suo contesto interpersonale. 
Il comportamento alimentare non ha solo funzione biologica, ha implicazioni psicologiche che influenzano il proprio peso e quindi la salute. Ci si può sfamare e saziare in modo impulsivo e compulsivo per tentare di sedare ansia, afflizione, rabbia, sensi di colpa, confortandosi prima e rimproverandosi dopo. 
Il metodo più diffuso per calare di peso è ricorrere alla restrizione calorica, attuata tramite prescrizione di programmi e consigli alimentari di nutrizionisti, dietologi, o diete fai-da-te, e incrementando l’attività fisica. Tuttavia la maggioranza delle persone recupera i chili persi a lungo termine: a 4 anni dalla conclusione della dieta, la percentuale di persone che hanno conservato la perdita di peso varia da meno del 3% (chi mantiene il 100% della perdita di peso) al 28% (chi mantiene meno del 10% di perdita del peso iniziale) . 
La componente psichica è dunque importante e giustifica integrare l'approccio dietologico con il lavoro psicoterapico sui fattori affettivi intra e intersoggettivi, per la risoluzione del problema.

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